Ministro senza portafoglio

Ministro senza portafoglio

Il ministro senza portafoglio

L’Italia e la buona politica sembrano essere due rette parallele mai destinate a incrociarsi. Il governo nostrano è infatti sovente incomprensibile, talora fallace e spesso deludente, tanto che i cittadini -oltre che a essere divisi dalle ideologie politiche a volte fin troppo estremiste- trovano incomprensibili alcune ammissione degli stessi partiti per i quali patteggiano.

Sarebbe giusto asserire che, al giorno d’oggi, sono davvero esigui i personaggi degni di una qualche fiducia, poiché alcune faccende emerse sul conto di una mole esaustiva di chi si presiede al governo o di chi vorrebbe farlo, hanno messo in luce un certo lordume nascosto sotto la copertura di un solo tappeto.

Ad ogni modo, per molti risulta complicato il solo realizzare alcune relazioni governative (e non c’è nulla di male, poiché risulta complicato anche a chi vive di politica) come, ad esempio, la figura del ministro senza portafoglio. Qualora ci si soffermasse sulle sole parole affibbiate all’individuo, si immaginerebbe un politico che ha smarrito il proprio portafogli, con annessi contanti e documenti di riconoscimento.

In realtà, le cose sono ben diverse, ma in pochi per davvero sono a conoscere almeno la superficie che precede i dettagli. Dunque… Cosa significa “ministro senza portafoglio”?

 

Il ministro senza portafoglio: significato 

Prima di approfondire la questione della figura nota e misteriosa del ministro senza portafoglio, è bene fare una distinzione chiara tra di esso e un altro tipo di ministro, ovvero… Quello con il portafoglio. A differenza, del primo, questo sembra non aver perduto nulla. In effetti, con un occhio di riguardo e poco giudicante, la differenza sostanziale tra le due figure, potrebbe essere così racchiusa: colui che ha molto e colui che ha meno.

In poche parole, il ministro con il portafoglio è colui che risiede a capo di un dicastero (quindi di un ministero) e che detiene un dato potere a seconda di ciò che amministra.

Il decreto legislativo 300 entrato in vigore nel 1999, specifica numero e nome dei ministri con il portafoglio (attenzione, non specifica i nomi propri dei politici che amministrano i rispettivi ministeri). Attualmente, esistono 15 ministri con portafoglio, anche se vi è da ammettere che il numero potrebbe cambiare con le prossime riforme, andando ad aumentare o a diminuire.

Per riportare un esempio noto di ministro con portafoglio, basta fare il nome di un personaggio piuttosto noto come Luigi di Maio, il quale, scambiando congiuntivi per condizionali, oggi è a capo del Ministero degli affari interni ed esteri.

Il ministro senza portafoglio, invece, per definizione, è una figura che non presiede a capo di un dicastero. È insidiato presso la presidenza del consiglio dei ministri e svolge le funzioni che gli vengono delegate dal presidente del consiglio.

Va da sé intendere che, rispetto alla controparte con portafoglio, il ministro qui specificato detiene un potere minore e, generalmente, gli viene affidato un dipartimento interno alla presidenza del consiglio. In sostanza, il ministro senza portafoglio è scelto dal presidente del consiglio e svolge le mansioni che lo stesso gli indica, sottostando alla sua figura.

Quando un presidente del consiglio cambia, è probabile che lo facciano anche i ministri senza portafoglio. Tuttavia, essendo un ministro e non un sottosegretario o viceministro, possono  partecipare al consiglio dei ministri.

 

Un esempio di ministro senza portafoglio 

Attualmente, esistono ben 8 ministri senza portafoglio scelti dal governo Draghi. Renato Brunetta -storico ministro- è stato relegato alla pubblica amministrazione. Inoltre, si sta pensando di creare un nuovo ministero, quello del turismo, quantunque non sia ancora chiaro se in sostituzione di un ministero presente o come introduzione aggiuntiva. Sarà necessario attendere la modifica della legge e stare a vedere  cosa accadrà. Il candidato uno a presiedere al ministero del turismo è Massimo Garavaglia.

Lo stipendio di un ministro senza portafoglio

Un ministro con portafoglio guadagna attorno ai 14000euro mensili: una bella somma, non c’è che dire. D’altro canto, un ministro senza portafoglio guadagna vagamente di meno.

Si parla, infatti, di circa 9000euro mensili. Queste cifre, tuttavia, non tengono conto delle tasse e sono dunque intese come lorde e non nette. Restano comunque delle somme esagerate per chi, a quanto sembra, non stia facendo un gran lavoro, anche se va ammesso che sarebbe difficile per chiunque, esperto o meno in materia. 

 

Conclusioni

Sfortunatamente, la costituzione italiana ammette la sovraintendenza di un governo coalizzato. Ciò vale a dire che sono i partiti a governare, e non un singolo. Che sia un bene o meno, non è ancora dato saperlo, benché siano passati e caduti governi numerosi, così come altrettanti presidenti del consiglio.

L’Italia è dunque nella mani di chi potrebbe farle più male che bene, come visto negli anni recenti. Molti presidenti e altrettanti ministri hanno avuto, come unico obiettivo, raggiungere un determinato stato di potere nell’ordine di condurre una vita sugli allori. Cosa accadrà all’Italia, non può essere previsto. Si spera sempre nel male minore.